A cura di Paola Piovesana

Il food delivery nel new normal spopola in tutto il mondo. Da moda a necessità: il lockdown ha spinto un settore già in ascesa ma che ora, con il prolungarsi delle restrizioni all’out of home, rischia di diventare una vera alternativa al ristorante. I colossi del settore spopolano e i servizi si fanno sempre più personalizzati, dal vino consegnato a temperatura di servizio alla cena ordinata via app e recapitata in mezz’ora, spaziando dall’etnico al salutista, dal tradizionale al fast food al gourmet.

Il report di Global WebIndex 2020 The future of Food conferma la larga diffusione dell’abitudine all’home delivery in tutto il mondo, trend guidato in larga parte dai Millennials, con il 71% che ordina takeaway almeno una volta ogni trenta giorni, ovviamente via app da smartphone ma anche la costante dicotomia tra junk ed healthy food.

Un giro d’affari complessivo, quello della consegna a domicilio, che, si stima, entro il 2024 toccherà i 164,5 miliardi di dollari per un aumento annuo del 22% per i prossimi 3 anni, e che affascina numerosi investitori. A livello globale – riferisce ancora la survey – è l’Indonesia il mercato più sensibile, con il 76% di utenti e il Portogallo che, a partire da fine 2018 è cresciuto del 60%, l’Italia del 33%.

Nel Bel Paese, quella che era già un’abitudine diffusa principalmente nelle grandi città sta arrivando anche nei centri minori: Deliveroo nel maggio 2020 ha registrato il 130% in più degli ordini su maggio 2019 ed è presente già in circa 200 città. Molti bar e ristoranti si sono attrezzati e praticano l’asporto, per mantenere il rapporto con la propria clientela in attesa di tornare a consumare liberamente pranzi e cene nei locali, lavorando sia nelle proprie cucine o anche in forma associata, con le dark kitchen.

L’home delivery è certamente stata spinta dalla pandemia, che oltre a limitare le attività di ristorazione ha imposto a milioni di lavoratori lo smart working ma, dicono gli esperti, si era già radicato per la nuova abitudine globale dell’home entertainment (Netflix insegna) che favorisce l’abbinata cena+film o serie tv.

Cresce il piacere di una cena pronta e ben cucinata quindi appagante (che di questi tempi non guasta) ma, di pari passo, cresce anche l’esigenza di curare salute, peso e leggerezza e quindi di consumare piatti leggeri e bilanciati. Se è vero che non potendo uscire a cena con amici e parenti anche un italiano su 4 ha scelto nel 2020 il cibo da asporto almeno una volta a settimana, con una predilezione per i piatti etnici, è anche vero che con il covid abbiamo tutti dovuto fare i conti con dubbi e prescrizioni, non solo dietetiche.

Il covid “passa” dal cibo consegnato? Come devo trattare i cibi crudi e freschi? Cosa ordinare per preservare la salute? 

AIGO, Associazione italiana Gastroenterologi & Endoscopisti Digestivi Ospedalieri, è impegnata con una campagna di comunicazione nazionale e locale per promuovere la prevenzione a tavola come prima arma di protezione dell’apparato digerente, specie ora che screening sono ritardati per le emergenze legate al covid. I medici di Aigo hanno realizzato un pratico vademecum per diffondere sani consigli per consumare con piacere piatti takeaway ma evitando le insidie nascoste, soprattutto sale, grassi e zuccheri in eccesso. In epoca di pandemia poi, serve anche prestare attenzione all’igiene della filiera, dalla preparazione fino alla consegna, per nutrirsi n sicurezza, sfatando anche falsi timori.

  • CIBI DA ASPORTO NON E’ UN SINONIMO DI FASTFOOD, quindi prediligere cibi preparati con semplicità o locali già conosciuti e apprezzati per la qualità delle preparazioni. La voglia di fastfood deve sposarsi con scelte lowfat e, per i bambini, inserendo nel menù anche prodotti come frutta o yogurt.
  • VARIARE I CIBI è la regola classica, vale anche per il takeaway, magari scegliendo le pietanze secondo la classica piramide alimentare della dieta mediterranea. Assicurarsi  che le regole sulla corretta conservazione del cibo siano osservate dal fornitore (ad esempio l’abbattimento e il rispetto della catena del freddo per il pesce crudo),oltre alla tracciabilità degli alimenti.
  • SCEGLI ALIMENTI RICCHI DI FIBRE da frutta o verdura o cereali, meglio se integrali bilanciare sempre gli alimenti anche nella bag del delivery.
  • ATTENZIONE AL SALE e alle preparazioni che lo nascondono. Quando possibile, insaporire con le spezie.
  • ATTENZIONE ALL’ALCOL: non dove guidare e consumare a casa aperitivi o cene non vuol dire che si possa eccedere con vino, birra e cocktail. Un bicchiere può bastare.
  • COME RISCALDARE IL CIBO CONSEGNATO? Il forno a microonde correttamente usato presenta pochissimi rischi per la salute, utilizzando, si intende, i contenitori appositamente forniti.
  • E INFINE IL RISCHIO COVID: ci si può contagiare con il cibo? Pur consapevoli che il “rischio zero” in medicina non esiste, va comunque detto che non si registrano segnalazioni di contagio attraverso il cibo, anche se l’origine del SARS-CoV-2 dovrebbe essere animale.  Obbligo quindi di lavarsi accuratamente le mani prima, dopo e durante la manipolazione degli alimenti, lavare bene frutta e verdura crudi mentre la cottura del cibo (a temperature oltre 63° per oltre 4 minuti) dovrebbe eliminare la possibilità di contagio.

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