Il personale sanitario italiano è tra i candidati al Premio Nobel per la Pace 2021.

 “Medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti, biologi, tecnici, operatori civili e militari tutti, che hanno affrontato in situazioni spesso drammatiche e proibitive l’emergenza COVID 19 con straordinaria abnegazione, molti dei quali sacrificando la propria vita per preservare quella degli altri e per contenere la diffusione della pandemia”. Così Fondazione Gorbachev – costituita a Piacenza nel 1988 che ha la sua attività più caratterizzante nell’organizzazione dei Summit Mondiali dei Premi Nobel per la Pace – promuove e porta avanti la petizione per la candidatura di medici e professionisti sanitari italiani al prestigioso premio. Testimonial dell’iniziativa è Luigi Cavanna, primario di oncoematologia all’ospedale di Piacenza che ha prestato aiuto a domicilio ai malati di Covid. 

Alla base della richiesta della candidatura, che ha ricevuto il benestare da Oslo, il fatto che “il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro”. Inoltre, come previsto dal protocollo di candidatura, la proposta è stata anche ufficialmente sottoscritta da un Nobel per la Pace e Co-presidente dell’International Peace Bureau, la statunitense Lisa Clark che vive in Toscana, la quale durante l’epidemia ha prestato attività di assistenza volontaria. “Ho candidato il corpo sanitario italiano al premio Nobel per la Pace” – ha detto – poiché la sua abnegazione è stata commovente. Qualcosa di simile a un libro delle favole, da decenni non si vedeva niente del genere. Il personale sanitario non ha più pensato a sé stesso ma a cosa poteva fare per gli altri con le proprie competenze”.

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